Se potessi avere 1000 lire al mese... O magari 80 euro sai la felicità!

02.05.2014 07:39

Naturalmente la parte del killer è toccata nuovamente al web. A finire sotto la lama affilata delle rete questa volta è stata la giovane Pina Picierno, deputata casertana del Pd e capolista per il Sud alle prossime Europee. La deputata, in una intervista rilasciata al canale televisivo di fanpage.it ha affermato: “Chi dice che sono troppo pochi non conosce evidentemente le condizioni reali di vita delle persone, perché 80 euro al mese significa poter fare la spesa per due settimane”. Apriti cielo. In realtà l’intento della deputata dei Renzi Boys non era quello di prendere per i fondelli i “fortunati” degli 80 euro, forse si è espressa in modo approssimativo, ma in certi momenti storici e con l’antipolitica che trionfa alla grande sarebbe necessario usare la massima cautela e mettere sempre prima in moto il cervello. A peggiorare la situazione, quando si dice “la toppa è peggio del buco” la Nostra è andata in un super mercato, si è filmata, ha fatto una spesa da 80,02 euro, lei che è single, dicendo che era il necessario per due settimane. Forse non ha contato i pasti e le colazioni alla bouvette e al ristorante di Montecitorio, ma passi.

A sua parziale discolpa, che poi discolpa non è in quanto Pina ha continuato a difendere il suo pensiero, in una successiva intervista al Corriere della Sera ha sostenuto: “Io sono stata molto fortunata, ma vengo da una famiglia dove mi è stato insegnato a fare i conti e a far la spesa. Mio padre guadagnava mille euro, io sono stata una precaria e mio fratello è disoccupato”. Come dire? Magari ho espresso male un concetto, ma siccome mio padre era uno da mille euro al mese ho la scusante.

Personalmente non credo che Pina Picierno sia così sprovveduta o maleducata da prendere per i fondelli chi guadagna poco. In realtà, seppur espresso male, il concetto degli 80 euro (che solo pochi hanno il restante è tutto sadicamente a scalare: più prendi poco, più si assottigliano gli 80 euro) su uno stipendio di meno di 1500 euro non sono da schifo. Sono poca cosa? Magari, ma dopo tanti tagli e aumenti di tutto il resto che non è busta paga, sono pur sempre meglio di un calcio nel sedere.

L’uscita della Picerno ha messo però il dito nella piaga. Ovvero, ha portato un’altra volta in luce, al di là del caso specifico, l’approssimazione di una classe politica catapultata in Parlamento attraverso una legge elettorale da schifo. Ognuno di noi avrà assistito almeno una volta a quelle interviste surreali fatte dalle Jene davanti a Montecitorio. Lasciando da parte Antonio Razzi, inarrivabile gaffeur prima dipietrino poi berlusconiano, espressione massima del purché se magni, decine di deputati e deputate hanno fatto la figura dei somari di fronte a domande da terza elementare.

Il campionario sarebbe lunghissimo. Infierire è come sparare sulla Croce Rossa, ci teniamo quindi sottotraccia. Vediamo:  da chi colloca la Rivoluzione Francese nel Medio Evo a chi sbaglia il numero dei deputati, ovvero l’assemblea di cui fa parte. Da chi non sa cos’è la Consob a chi ignora chi era l’eroe dei due Mondi o perché veniva chiamato così. La data dell’Unità d’Italia balla come una ballerina tra improbabili date che abbracciano un arco di tempo sballato di quasi 100 anni. Insomma: il raglio dell’asino.

Ora non è necessario avere laurea e master per essere eletti in Parlamento, ma almeno una cultura elementare, nel senso dei cinque anni che portano alla quinta, questa non sarebbe male. Cambierà qualcosa se mai cambierà la legge elettorale? Ad occhio e croce forse poco, nel senso che senza preferenze saranno sempre i partiti a scegliersi chi portare in Parlamento. A volte viene il sospetto che più sono somari più hanno vita facile perché non disturbano il sire. Ma è solo un sospetto o se preferite una cattiveria.

In realtà la vita del parlamentare è dura e mal retribuita. È il loro senso del dovere che li trasforma in tigri quando si tratta di difendere lo scranno ottenuto, mica per difendere i loro privilegi! E stiamo pure certi: così fan tutti. A partire da chi voleva fare la rivoluzione in camicia verde a chi credeva nel sol dell’avvenire. Tutti attaccati allo scranno appassionatamente. E se 80 euro vi sembran pochi pensate ai tempi in cui si cantava "Se potessi avere mille lire al mese", il cui ritornello faceva così: "Se potessi avere mille lire al mese senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità! Farei tante spese, comprerei fra tante cose le più belle che vuoi tu!”. Quindi se la matematica non è un’opinione, pensiamo alla felicità che prova chi ha 80 euro. Altro che la spesa per due settimane! E pazienza se Garibaldi, quello dei mondi, era uno che andava su e giù per l’Italia. Dal mondo del nord al mondo del sud. Vamos.