Selfie

10.06.2015 06:46

Se la storia è vera, ma non c’è motivo per dubitare il contrario, andrebbe commentata da uno psicologo sia per il protagonista principale, sia per gli altri attori e comprimari della vicenda. Dunque, vediamo. Il rapper Fedez, quello tanto per incedersi che ha una lunga querelle a colpi di carta bollata con Maurizio Gasparri, ha passato una notte un po’ movimentata come si conviene alle star. Le notizie raccontano che alle 5 del mattino, all’interno del Just Cavalli di Milano, un gruppo di fan ha chiesto al rapper milanese di fare un selfie e questi dopo una discussione è andato su tutte la furie. Mettiamo pure che i fan (forse) sono stati un po’ insistenti, ma la reazione di Fedez è stata così virulenta che non solo si è scatenato contro chi cercava la foto ricordo, ma raccontano i presenti che al culmine dell’ira ha scagliato una bottiglia contro una lastra di vetro del locale e un frammento dello stesso ha colpito alla testa una ragazza che è stata accompagnata per le cure del caso all'ospedale Fatebenefratelli. I legali smentiscono la storia del ferimento, ma tant’è. Alla fine della fiera come se nulla fosse o tutto fosse concesso Fedez voleva lasciare il locale ma i buttafuori ne hanno impedito l’uscita fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine. E qui scatta il secondo parapiglia in virtù del fatto che l’artista – secondo la sua versione - non ha potuto lasciare il Just Cavalli neppure con la presenza degli agenti. Apriti cielo.  È  scattata prima una zuffa verbale scaturita poi in una doppia querela: Fedez ha querelato gli agenti  perché “non avrebbero tutelato a dovere un artista famoso” le Forze dell’Ordine hanno proceduto per oltraggio.  Uno a uno, pari e patta. Fin qui la cronaca, naturalmente contestata da Fedez con un post su Facebook che ha pensato bene di addossare la colpa di tutto “ad un certo tipo di stampa”. Premesso che ce ne frega ben poco, forse un giorno qualcuno ci racconterà la verità dei fatti. Nell’attesa non spasmodica che ciò avvenga proviamo ad immaginare una soluzione facile, facile. Fatto salvo il diritto alla privacy l’artista che non vuole essere disturbato smetta di fare l’artista e si cerchi un lavoro in fabbrica dove pare nessun operaio è mai stato “molestato” per un selfie o per un autografo all’uscita dal proprio turno di lavoro. E anche i cacciatori di clik si facciamo un po’ furbi: provino qualche volta a far finta di non vedere gli pseudo dei e fenomeni mediatici più montati della panna montata. Tempo pochi giorni e saranno gli artisti a rincorre i fan per proporre loro una foto ricordo. Insomma: lasciamoli ammollo nel loro brodo, soprattutto quando l’arte è cosa ben diversa dagli idoli di panna montata.


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