Unico

24.05.2015 06:42

Questa volta perfino la tiepida Cisl ha storto (un po’) il naso. Il modello di sindacato immaginato da Matteo Renzi non piace a Cgil, Cisl e Uil. In effetti quel “sindacato unico” vagheggiato dal premier non può trovare accoglienza nei sindacati italiani che pure tra mille sbagli, divisioni assurde e troppa vicinanza con la politica di parte hanno garantito i diritti dei lavoratori n modo plurale. Negli ultimi tempi anche per loro il clima si è fatto però molto più pesante e non solo per la presenza di Renzi. Primo perché i dipendenti - colletti bianchi e cipputi di antica memoria - gli hanno voltato un po’ le spalle e il sindacato di oggi vive grazie ai “capelli d’argento”, ossia i pensionati, e poi perché Matteo Renzi è uno che ama la lotta e se ti prende di petto te la fa spurgare. Adesso il premier pensa che per l’Italia sia arrivato il momento di un sindacato unico. Però! Ovvio che ai sindacati non piaccia e infatti dicono: “Il premier vorrebbe un sindacato come quello che ha Putin. Dove c'è un sindacato unico o ci sono governi totalitari o ci sono lavoratori che stanno peggio. Si deve rassegnare a un sindacato riformista”. Grazie alla sparata renziana, come si diceva, perfino la timida Cisl ha capito che non è più il tempo di scherzare ed ha scoperto l’acqua calda attraverso le parole del suo segretario generale Annamaria Furlan: “L'Italia non ha bisogno di un sindacato unico ma di sindacati responsabili e riformatori capaci di guidare le trasformazioni del paese con una linea partecipativa e non antagonistica”. Ma pensa te! A saperlo prima si limitavano tanti disastri e almeno qualche sparata da caudillo sudamericano del primo ministro. Vada come vada Renzi ci prova a farsi anche un sindacato a sua immagine e somiglianza dopo essersi fatto un partito fotocopia della propria immagine ed aver mostrato i muscoli un giorno sì e l’altro pure non potendo esibire la mascella volitiva del duce. Meno male che Renzi non è (politicamente) eterno. Infatti egli stesso ha dichiarato: “Prima dei cinquant'anni sarò fuori dalla politica. Potrò fare mille altre cose”. Quindi tra 10 anni lascia. Ma per uno che ha dichiarato in Tv: “Io a Palazzo Chigi? Solo passando dalle elezioni, non attraverso inciuci di palazzo” c’è da crederci? Ovviamente la risposta è no. Al massimo tra 10 anni potremo trovarci con un partito unico, un sindacato unico, un presidente della repubblica, del Consiglio, della Corte Costituzionale, della Rai e della bocciofila di Casalpusterlengo unico. Eia, eia ala là.


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