Vitalizio

30.04.2015 07:16

D'accordo detta così può apparire irrispettosa, ma come diceva la buonanima di Giulio Andreotti a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Pare che il premier Matteo Renzi più che parlare al cuore dei deputati sia riuscito a far breccia in quel partito trasversale conosciuto come il «partito del vitalizio». A questo gruppo, che ovviamente esiste solo come definizione, la minaccia del premier con il suo “se non passa l’Italicum, tutti casa”, ha fatto breccia. Magari non in tutti, ma in qualcuno certamente sì. Solo a Montecitorio sono 413 i deputati che non hanno maturato i 5 anni di permanenza a Palazzo, necessari per riscuotere in futuro l'assegno pensionistico. Perché, checché se ne dica, per i comuni mortali con 5 anni di contributi ti becchi al massimo una pernacchia; agli onorevoli invece è riservato il famoso vitalizio. Ricordate l'onorevole Antonio Razzi e la sua celeberrima massima: «Fatti li cazzi tua e pensa al vitalizio?» Ebbene, lo ripetiamo, l'affermazione può suonare sgradevole, ma il voto segreto e la fiducia chiesta da Renzi per la «sua» legge elettorale sarà approvata anche in virtù di questi sani principi. In fondo come non capirli? Proviamo a porci questa domanda: sapremo essere più leali e sapremo resistere alla tentazione se ci fossimo noi al posto loro? Ognuno si dia la risposta «marzullesca» che preferisce, ma come diceva Oscar Wilde «è facile resistere a tutto tranne che alle tentazioni». E siccome Renzi è uno che conosce bene i suo polli, può permettersi tutte le spiritosaggini che vuole tanto la meta la raggiunge. E così tra una battuta e una minaccia, tra un luccichio di scranno e un vitalizio, la nuova legge elettorale, il famoso o famigerato «renzellum», pardon «italicum»,  arriverà in stazione. Con buona pace dei principi, delle enunciazioni e anche della democrazia che prevede in prima battuta la difesa del... vitalizio. E scusate se è poco.
 


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