Vittorio Sgarbi e l'amore per Saluzzo

22.05.2003 00:00

Vittorio Sgarbi arriva a Saluzzo con più di tre ore di ritardo. Ad attenderlo davanti alla Caserma Musso, oltre al padrone di casa,  Piero Sassone, ci sono alcuni giornalisti e fotoreporter. Il professore scende dall’ammiraglia blu e comincia a salutare affabile un po’ tutti. Dalla Guardia di Finanza, a qualche amico. Mentre ad una bionda mozzafiato riserva un caloroso abbraccio. Sgarbi è Sgarbi in tutto e per tutto: frenetico, travolgente. Parla con uno e poi risponde ad un altro. Inizia una frase e la lascia a metà. Ritorna indietro e riprende il discorso interrotto. Sembra di buon umore. Ogni due minuti butta all’indietro il ciuffo con quel gesto che l’ha reso . Più che un’intervista quella che segue è una continua rincorsa tra saluti, lo squillo del telefonino, la valutazione di un quadro. Qualche abbraccio e qualche bacio qua e là. Non mancano nell’eloquio del professore nemmeno le frasi pittoresche e un po’ volgari che usa con la consueta disinvoltura con tutti. Appena qualcuno accenna il nome del ministro Giuliano Urbani la riposta è secca: “Urbani non capisce un c..... Primo perché mi ha cacciato. Secondo perché è proprio negato per l’arte”. Berlusconi?  “È un amico, ma rispetto a me è dieci anni in ritardo. Dice le cose che io dicevo dieci anni fa. Quindi fra dieci anni mi ridarà ragione. Speriamo non sia troppo tardi

Professore le piace Saluzzo?

Saluzzo è una gran bella città, nella quale vengo sempre volentieri.

Sembra quasi che lei abbia un affetto particolare per questa città.

A Saluzzo sono molti anni che ci vengo. Intanto perché come dicevo è una bella città. Ha una bella Mostra dell’Antiquariato. E poi qui ho degli amici, come il professor Piero Bolla, con il quale ci sentiamo più volte l’anno.  Una volta qui ho fatto anche una bella litigata  con una ragazza, una vicenda molto pittoresca. Per cui come vede Saluzzo ha tutti gli ingredienti per piacermi.

Qualcuno dice che Saluzzo assomiglia  un po’ a Siena. È un paragone azzardato?

Essendoci stato il marchesato la cultura della città ha delle affinità con Siena e quindi il riferimento non è azzardato. Io avrei scelto una città più simpatica di Siena. Qui c’è un’accoglienza che mi pare più calda, più padana. Siena è una città troppo irrigidita nella sua memoria. Però l’accostamento è felice.

Cosa manca a Saluzzo per essere davvero all’avanguardia nel turismo di qualità?

Le manca il mare. E il fatto che non è in Toscana. Ma è il Piemonte, che è una bellissima Regione, a pagare per intero il fatto di non avere uno sbocco sul mare. La cultura in Toscana è stata esaltata e sottolineata da sempre. Saluzzo è una città d’arte ma lo è in una dimensione che non è conclamata come quella di Firenze. Ecco la ragione per cui qui c’è un turismo diverso e Saluzzo è meno conosciuta. Poi con il tempo se questa città saprà fare quello che ha fatto Alba con il tartufo, i vini  e le Langhe avrà ciò che merita. Questa città ha nell’antiquariato una strada importante. Ma ne saprà trovare certamente altre per attrarre un movimento turistico più marcato.

Philippe Daverio dice di amare molto il centro storico di Saluzzo perché ha mantenuto intatto il suo fascino grazie a quell’atavico sapore di muffa che ha saputo conservare in quanto è riuscito a sfuggire a bancarella selvaggia.

Daverio, che è un uomo di cultura e di gusto, ha perfettamente ragione. Io la penso come lui. L’odore di muffa è effettivamente un bene culturale che è bene non perdere perché ha a che fare con l’amenità dei luoghi. Questi odori sono una buona cosa. È molto meglio qui con questo metaforico odore di muffa, di molti luoghi disinfettati. Saluzzo ha conservato il sapore antico di una città che non è stata messa a ferro e fuoco da architetti che l’hanno voluta modernizzare a tutti i costi.

Una battuta in anteprima sul libro che sta per presentare

Una battuta? Dico la verità: il libro non l’ho proprio visto. Mi è stato recapitato oggi, per cui a parte la copertina non ho visto nulla. Avrei avuto bisogno di tre ore per un’attenta visione. Ma tre ore libere oggi proprio non le ho trovate.

Come si immagina questa Mostra?

So che è una Mostra che cresce, io spero sia anche migliore delle edizioni precedenti. Entrando ho visto alcuni saggi che dimostrano la volontà di competere con altre Mostre importanti come quella di Maastrich che è oggi la Mostra d’antiquariato più importante d’Europa. Per cui lascia ben sperare.